Statuto Dell’Associazione

STATUTO COMITATO  A.I.C.S.  FRIULI  VENEZIA  GIULIA

CAPO I – Natura e finalità
Art. 1Costituzione e scopi
E’ costituito il Comitato Regionale Friuli Venezia Giulia A.I.C.S. (d’ora in avanti A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia). L’A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia, Associazione di Promozione Sociale (APS), espressione diretta sul territorio dell’Associazione Italiana Cultura Sport (A.I.C.S.) ai sensi dell’art.40 dello statuto Nazionale A.I.C.S. di cui ne persegue gli scopi e concorre al raggiungimento delle finalità associative, è l’insieme dei soci collettivi affiliati ai Comitati Provinciali, che hanno sede nel territorio della Regione Friuli Venezia Giulia .
L’A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia è un’associazione senza scopo di lucro che opera in conformità con il decreto legislativo 460/97. Codice Fiscale 90039120325.
Si ispira agli ideali della Costituzione della Repubblica Italiana, ai principi della carta dei diritti dell’uomo, ai principi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, al nuovo Trattato dell’Unione europea, alla Convenzione ONU dei diritti del fanciullo, agli ideali del libero associazionismo.
L’A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia è impegnata per la più ampia affermazione dei valori associativi e perché ovunque la libertà di associazione sia salvaguardata e garantita, per la tutela dei propri soci e per lo sviluppo dell’associazionismo, a tutti i livelli e in difesa della laicità delle istituzioni.
E’ retta da norme statutarie e regolamentari basate sul principio di partecipazione all’attività associativa da parte di chiunque in condizione di uguaglianza e di pari opportunità.
Agisce per favorire l’elevazione culturale e migliorare il benessere e la condizione psico-fisica dei propri associati e dei cittadini in generale, degli italiani all’estero e dei migranti .
Nell’ambito delle finalità e dei principi generali, si impegna a favorire particolarmente la partecipazione dei bambini, dei giovani, delle donne, degli anziani, dei cittadini comunque svantaggiati sul piano fisico, sociale, culturale, economico. Opera per tutelarne formalmente e concretamente i diritti, in particolare quali utenti e partecipanti alle attività organizzate dall’ Associazione.
 Il Comitato Regionale organizza e gestisce nel territorio di competenza, direttamente o tramite strutture collegate, le attività di livello regionale o interprovinciale previste dallo Statuto, anche in collaborazione con le altre articolazioni territoriali dell’Associazione.
Promuove nel territorio di competenza i programmi nazionali di attività e il raggiungimento delle finalità statutarie dell’Associazione.
Gestisce le iniziative nazionali di cui all’art. 10 dello Statuto Nazionale su delega della Direzione Nazionale
Coordina l’iniziativa associativa dei comitati provinciali. Concorre alla definizione e alla verifica delle scelte attuate dagli organismi nazionali.
Rappresenta l’Associazione nei confronti delle  istituzioni e della società civile sul territorio regionale.
Il Comitato regionale può prevedere l’istituzione sul proprio territorio di una o più sedi operative, in aggiunta alla sede legale.
Il Comitato Regionale A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia è iscritto  al Registro Regionale Friuli V.G. delle Associazioni di  Promozione Sociale  con il numero 129.
Art. 2Sede
L’A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia ha sede in San Vito al Tagliamento in via Divisione Julia, 34 – Pordenone.
Art. 3Durata
La durata dell’A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia è illimitata.
Art. 4Logo e denominazione
Il logo A.I.C.S. e la denominazione ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA SPORT sono di esclusiva titolarità dell’associazione. Potrà, pertanto, essere utilizzato esclusivamente dall’Associazione regionale e dalle proprie strutture territoriali o dai soci collettivi affiliati, se da essa regolarmente autorizzati.
Art.5 - Riconoscimenti
Riconoscimenti e accordi dell’A.I.C.S. Nazionale.

CAPO II – Attività
Art. 6- Attività
Le articolazioni, di cui all’ art. 26 e le loro strutture di base nell’ambito e per il perseguimento dei fini statuari, senza finalità di lucro, in tutti i settori di cui agli art. 7 e 8, possono, anche con la collaborazione e/o per conto e/o con il finanziamento dell’Unione Europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti Pubblici di loro derivazioni, nonché degli Enti Locali, organizzare e gestire direttamente o tramite strutture collegate attività previste dallo statuto. In particolare possono: costruire, attrezzare, gestire impianti e spazi per l’addestramento e la pratica dello sport e delle attività motorie in generale; spazi e strutture per la cultura, l’arte, lo spettacolo e attività musicali; strutture ricettive, di ristorazione, spacci interni per la somministrazione di alimenti e bevande, centri di incontro, di ricreazione, di benessere psico-fisico,  biblioteche, ludoteche, sale da ballo, strutture informative, formative, di ricerca e studio.
L’ A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia può:
-  stipulare accordi con altre associazioni o comitati regionali;
-  collaborare con soggetti pubblici e privati, direttamente o tramite proprie strutture operative;
-  promuovere e/o costituire associazioni, istituti, fondazioni, cooperative e/o altri enti di carattere strumentale, per la gestione sul territorio, a tutti i livelli, di progetti in materia di associazionismo sociale, per la realizzazione di specifici obbiettivi e per la gestione diretta di determinati servizi.
Per il raggiungimento degli scopi di cui all’art 1, l’Associazione organizza in particolare attività sportive e di promozione sociale, finalizzandole alla maturazione di una coscienza critica, al discernimento etico, all’esercizio delle responsabilità, all’espressione della dignità della persona umana, alla socializzazione.
Art.7Attività sportive

  1. L’A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia sostiene i valori dello sport contro ogni forma di sfruttamento, di violenza, di alienazione.
  2. Promuove a tutti i livelli iniziative e attività per la piena affermazione del principio dello sport di cittadinanza.
  3. Avversa la pratica del doping nello sport, impegnandosi a tutti i livelli per contrastarne l’uso. In questo senso, aderisce incondizionatamente alle norme sportive antidoping emanate dal C.O.N.I.
  4. Con riferimento all’articolo 2 della nuova disciplina dei rapporti tra C.O.N.I. ed Enti di Promozione Sportiva, l’Associazione promuove ed organizza le seguenti attività sportive e motorie:

a)    attività motorio – sportive a carattere amatoriale, seppure con modalità competitive, con scopi di ricreazione, crescita, salute, maturazione personale e sociale, di formazione fisico – sportiva e di avviamento alla pratica sportiva, realizzate specialmente attraverso “centri di formazione fisico-sportiva” per tutte le fasce di età e categorie sociali;

b)   attività formative: corsi e altre iniziative a carattere formativo per dirigenti, tecnici, arbitri, giudici di gara e altre figure di operatori sportivi anche attraverso accordi e convenzioni con le Federazioni Sportive Nazionale e/o le discipline Sportive Associate;

c)    attività sussidiarie: di cultura, di comunicazione, d’indagine e di ricerca, editoriali a carattere culturale, informativo e tecnico-didattico, tutte finalizzate alla promozione e alla diffusione della pratica sportiva.

  1. L’attività sportiva dell’Associazione è di natura dilettantistica ed è retta dalle norme statali che la disciplinano
  2. Le attività a carattere agonistico sono organizzate nel rispetto dei regolamenti tecnici delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate.
  3. In armonia coi principi che reggono i rapporti tra il C.O.N.I. e gli Enti di Promozione Sportiva, contribuisce all’organizzazione ed allo svolgimento delle attività sportive e formative anche attraverso accordi e apposite convenzioni che può stipulare con le Federazioni Sportive e le Discipline Sportive Associate, per il miglior raggiungimento delle rispettive finalità e nel rispetto di quanto sancito dall’art. 2, lettera d, Titolo Primo della “Nuova Disciplina tra C.O.N.I. ed Enti di Promozione Sportiva”.
  4. L’Associazione collabora inoltre con altre esperienze sportive, forze sociali ed Istituzioni per migliorare le leggi, le normative e gli interventi pubblici in materia di sport.

Art.8 - Attività di Promozione Sociale, Culturali, Formative, Turistiche, Ambientali e del Tempo libero.

L’Associazione promuove ed organizza inoltre le seguenti attività di promozione sociale, culturali, formative, turistiche, ambientali e del tempo libero:
1. Promozione dell’associazionismo e del volontariato sociale in tutte le loro forme, intesi come partecipazione democratica alle azioni di solidarietà e di cittadinanza;
1. Educazione alla responsabilità civile ed alla cittadinanza attiva;
2. Difesa e innovazione dello stato sociale in una prospettiva di crescita del ruolo dell’economia sociale, dell’impresa sociale e dei soggetti non profit, nel rispetto del principio di sussidiarietà;
3. Politiche nei confronti degli anziani e del rapporto tra le generazioni;
4. Politiche giovanili, valorizzazione e sviluppo delle aggregazioni e dei linguaggi giovanili, come forma specifica di associazionismo giovanile, partecipazione a consulte e forum dei giovani;
5. Assistenza;
6. Promozione di politiche di difesa e di sostegno delle persone diversamente abili;
7. Tutela dei diritti dei minori, fondata sul pieno riconoscimento della loro cittadinanza;
8. Formazione, educazione, istruzione, formazione professionale;
9. Informazione e formazione dei propri soci;
10.Informazione e aggiornamento anche professionale per il mondo della scuola, i docenti e gli studenti di ogni ordine e grado;
11. Comunicazione, informazione, editoria, emittenza radiotelevisiva;
12.Attività radio amatoriali, nuove tecnologie e comunicazione telematica;
13. Cultura, letteratura, arte, fotografia, spettacolo, animazione, musica, cinema, teatro e, più in generale, l’ attività culturale in tutte le sue forme e espressioni artistiche ed espressive;
14. Tutela, salvaguardia, valorizzazione e recupero del patrimonio artistico, architettonico, culturale, e dei beni culturali;
15. Educazione ad un positivo rapporto con la natura e tutela, salvaguardia, valorizzazione e recupero del patrimonio paesaggistico e ambientale;
16. Protezione civile;
17. Turismo, turismo sociale, turismo consapevole e turismo etico come forma di approfondimento e arricchimento della conoscenza tra le persone ed i territori in cui vivono, turismo rurale, agriturismo;
18. Programmi di mobilità, gemellaggi e scambi internazionali;
19. Giochi, hobby, ricreazione;
20.Promozione della finanza etica e dell’educazione al consumo critico, e tutela dei diritti dei consumatori, degli utenti e, più in generale, dei cittadini;
21.Cooperazione internazionale e cooperazione decentrata;
22. Promozione di attività interculturali ed interetniche quali occasioni di educazione alla convivenza con persone di culture diverse e promozione di una società aperta e multiculturale;
23. Lotta all’esclusione, al razzismo, alla xenofobia, all’intolleranza, al disagio, all’emarginazione, alla solitudine;
24. Promozione della cultura della convivenza civile, delle pari opportunità dei diritti, delle differenze culturali, etniche, religiose, di genere, della tutela delle diversità linguistiche nonché della libertà di orientamento sessuale e di una cultura antiproibizionista, favorendo la progettazione di percorsi individuali di crescita nel pieno rispetto del diritto di ogni singolo individuo alla propria autodeterminazione;
25. Affermazione della cultura della legalità;
26. Promozione e pratica delle forme di servizio civile nazionale e regionale e di impiego nei progetti all’estero previste dalle legislazioni regionali, dalla legislazione nazionale e da quella europea.
Art.9Gestione delle attività organizzate
Nel perseguimento delle proprie finalità statutarie e senza finalità di lucro, l’A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia e le proprie strutture territoriali, anche in collaborazione tra loro e/o con soggetti pubblici e/o privati, possono:
a)      Organizzare e gestire direttamente o tramite strutture collegate le attività previste dallo Statuto;
b)      Costruire, attrezzare, acquisire, condurre in locazione e gestire strutture di proprietà o affidate in gestione, anche da enti pubblici. In particolare:
-          strutture, aree ed impianti per l’organizzazione e la pratica sportiva e l’attività motoria in generale;
-          spazi e strutture per la cultura, l’arte, lo spettacolo e le attività musicali;
-          strutture ricettive quali ostelli, camping, case per ferie;
-          strutture di ristorazione, spacci interni per la somministrazione di alimenti e bevande;
-          centri di incontro e di ricreazione, sale da ballo e da intrattenimento;
-          biblioteche, ludoteche, strutture informative, formative, di ricerca e studio.
c)      Mettere in atto speciali progetti che favoriscano la creazione e la salvaguardia di opportunità di lavoro o attraverso gruppi di volontariato che prestino la loro opera con le modalità previste dalle leggi e dai regolamenti vigenti;
d)      Promuovere e/o costituire Associazioni, Istituti, Fondazioni, Cooperative e/o altri enti di carattere strumentale, per la gestione sul territorio a tutti i livelli di progetti in materia di associazionismo sociale, per la realizzazione di specifici obiettivi e per la gestione diretta di determinati servizi;
e)      Costituire centri servizi e patronati;
f)       Detenere quote di società ed enti che svolgano attività strettamente connesse ai propri fini;
g)      Svolgere ogni altra attività connessa e funzionale al raggiungimento degli scopi associativi consentita agli enti non commerciali dalle disposizioni legislative vigenti.

CAPO III - Funzionamento
Art. 10Esercizio sociale
1.
L’esercizio sociale si svolge dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
2. Per ogni esercizio sociale è predisposto un rendiconto economico -finanziario e un bilancio preventivo.
3. Il rendiconto economico finanziario e il bilancio preventivo devono essere approvati dagli organi e nei termini previsti dall’art. 34 comma 3 del presente statuto.
4. L’Associazione ha l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste.
5. E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
Art. 11 Patrimonio
Il patrimonio dell’Associazione è costituito:
-          dai beni mobili e immobili di proprietà;
-          dalle eccedenze degli esercizi annuali;
-          da donazioni, erogazioni, lasciti;
-          da quote di partecipazioni societarie;
-          dal fondo di riserva;
-          dai contributi e ogni altro tipo di entrata ammessa ai sensi della legge 383/2000.
Art. 12 Fonti di finanziamento
Le fonti di finanziamento dell’Associazione sono costituite:
-          dai proventi della gestione del patrimonio;
-          da ricavato della gestione di servizi, progetti, attività di vario genere;
-          dai contributi di soci e di altre persone fisiche;
-          dai contributi di Enti Pubblici e privati.
-          dai contributi di organi istituzionali A.I.C.S. e C.O.N.I.;
-          ogni altro tipo di entrata ammessa ai sensi della legge 383/2000.

 CAPO IV – I soci
Art.13 - Diritti dei soci
I soci collettivi, così come definiti dallo Statuto Nazionale, hanno diritto:
1. promuovere proprie attività e a concorrere all’elaborazione del programma dell’Associazione, nonché partecipare alle attività da essa promosse e alla vita associativa in genere, previo l’adempimento degli obblighi e delle obbligazioni che esse comportano;
Art.14 Doveri dei soci
I soci collettivi sono tenuti:
a)      sostenere le finalità dell’Associazione e a perseguirne gli scopi;
b)      all’osservanza dello statuto, dei regolamenti e delle deliberazioni assunte dagli organi associativi regionali;
c)      ad adempiere, nei termini previsti, alle obbligazioni assunte nei confronti dell’A.I.C.S. e/o derivanti dall’attività svolta;
d)      a rimettere la risoluzione di eventuali controversie interne all’operato degli organismi di giustizia e garanzia dell’associazione.

 CAPO V – Procedimenti disciplinari, sanzioni e principi di giustizia
Art. 15 Norme generali per l’amministrazione della giustizia all’interno dell’associazione
1.
I procedimenti disciplinari possono essere instaurati soltanto sulla base di addebiti specifici e documentati mossi nei confronti degli interessati all’eventuale provvedimento.
2. I provvedimenti disciplinari possono essere adottati soltanto a seguito di un procedimento nel quale siano stati garantiti il diritto al contraddittorio e la difesa in ogni stato e grado del processo.
3. Le modalità di avvio del procedimento, e il suo svolgimento, sono disciplinati da un apposito regolamento di cui all’articolo 43 e devono tenere inderogabilmente conto dei principi di cui al presente articolo.
4. Deve essere sempre ammesso almeno un doppio grado del giudizio e il ricorso agli organi interni di giustizia o al Procuratore sociale o agli organi disciplinari, a seconda della violazione contestata.
5. I giudici devono essere terzi e imparziali. A tal fine sono scelti in base a criteri oggettivi di professionalità.
Art. 16 Procedimenti disciplinari nei confronti dei soci.
1. I soci che violano le norme del presente statuto e dei regolamenti sono soggetti a provvedimenti disciplinari.
2. Le violazioni derivanti in genere dallo svolgimento dell’attività associativa, con esclusione di quella sportiva, sono di competenza degli organi di giustizia e possono dare origine a procedimenti instaurati elusivamente da tali organi.
3. Le violazioni derivanti dallo svolgimento delle attività sportiva sono di competenza degli organi di giustizia sportiva, e possono dare origine a procedimenti instaurati esclusivamente da tali organi.
Art.17 Sanzioni nei confronti dei Soci
1.
Quando siano ravvisabili casi di violazione degli ordinamenti di ciascuna disciplina sportiva praticata, casi di ordine morale o di incompatibilità con gli scopi generali dell’associazione i soci individuali e collettivi possono essere sospesi in via cautelativa, a tempo determinato o espulsi, secondo la gravità del caso.
2. I provvedimenti possono essere comminati soltanto dagli organi di giustizia previsti dal presente Statuto.
3. II provvedimento di sospensione cautelare può avere una durata massima di tre mesi ed ha efficacia per tutti i livelli dell’associazione.
Art.18 Amministrazione della giustizia sportiva
1.
Nei regolamenti di ciascuna disciplina sportiva deve essere sempre previsto un organo di livello nazionale che giudica sulla legittimità dei provvedimenti e il doppio grado di giudizio per ogni livello di attività, e un organo che svolge a livello nazionale il ruolo di procuratore sociale nel campo della giustizia sportiva.
2. Nei regolamenti di ciascuna disciplina sportiva deve essere inoltre sempre previsto un giudizio di revisione, quale mezzo straordinario di impugnazione dinanzi allo stesso giudice della decisione impugnata, quando questi abbia deciso sulla base di prove successivamente scoperte o riconosciute false o non abbia potuto tener conto di prove che le parti non avevano presentato o richiesto senza loro colpa.
3. Gli organi di giustizia sportiva sono eletti a ciascun livello dai competenti organi direttivi. Il regolamento di cui all’art 43 dello statuto disciplina le modalità di amministrazione e somministrazione delle sanzioni della giustizia sportiva.
4. Per i soci individuali e collettivi è altresì ammessa la possibilità di ricorrere al Tribunale nazionale di Arbitrato per lo sport, nei termini e nei limiti stabiliti dall’art. 12 Ter dello Statuto del C.O.N.I. e del relativo regolamento procedurale.
Art.19  Riabilitazione
1.
La riabilitazione estingue le sanzioni accessorie ed ogni altro effetto della condanna.
2. È concessa quando siano decorsi tre anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o sia estinta in altro modo ed il sanzionato abbia dato prova di effettiva costante buona condotta.
3. Competente alla riabilitazione è il Collegio Nazionale dei Garanti su istanza del socio interessato.
Art.20 Grazia
1.
Il Presidente Nazionale ha la facoltà di concedere la grazia, purché risulti scontata almeno la metà della sanzione irrogata.
2. Nei casi di radiazione la grazia non può essere concessa prima che siano decorsi almeno 5 anni dalla data del provvedimento definitivo.
3.Il procedimento è instaurato su istanza dell’interessato.
Art.21 Amnistia e indulto
La Direzione nazionale ha la facoltà di concedere l’amnistia e l’indulto, previa deliberazione che fissi i termini del provvedimento.
Art.22 Efficacia dei provvedimenti e controversie
1.
Gli affiliati ed i tesserati con la sottoscrizione della domanda di affiliazione e di tesseramento accettano implicitamente lo Statuto ed i Regolamenti dell’A.I.C.S. in ogni loro parte e ad ogni effetto.
2. I provvedimenti adottati dai competenti organi hanno piena e definitiva efficacia nell’ambito dell’ordinamento sociale e nei confronti di tutti gli affiliati e tesserati all’Ente.
3. Gli affiliati ed i tesserati, per la risoluzione di controversie di qualsiasi natura comunque connesse all’attività espletata nell’ambito dell’A.I.C.S., si impegnano a non adire altre autorità che non siano quelle dei competenti organi dell’associazione.
4. La Direzione Nazionale, per particolari e giustificati motivi, può concedere deroghe a quanto disposto nel comma precedente.
5. Il diniego alla concessione della deroga deve, in ogni caso, essere compiutamente motivato.
6. La Direzione Nazionale entro 40 giorni dal ricevimento della richiesta di deroga, è comunque tenuta a pronunziarsi sulla stessa, dandone tempestiva comunicazione all’interessato. Decorso inutilmente detto termine, la deroga si ritiene concessa.
Art.23 Collegio Arbitrale
1.
Gli affiliati ed i tesserati all’A.I.C.S. riconoscono esplicitamente ed accettano di rimettere ad un Collegio Arbitrale costituito secondo le norme di legge la risoluzione di ogni controversia attinente lo svolgimento dell’attività associativa che non rientri nella specifica competenza degli Organi disciplinari.
2. Preliminarmente all’avvio della procedura arbitrale, le parti sono tenute obbligatoriamente a ricorrere ad un tentativo di conciliazione presso il Collegio Regionale dei Probiviri.
3. Il Collegio Arbitrale è costituito dal Presidente e da due membri: questi ultimi, nominati uno da ciascuna delle parti, provvedono alla designazione del Presidente.
4. In difetto di accordo la nomina del Presidente del Collegio Arbitrale e la nomina dell’arbitro di parte, ove questa non vi abbia provveduto, è demandata al Procuratore Sociale.
5. Gli arbitri, perché così espressamente convenuto ed accettato, giudicano quali amichevoli compositori inappellabilmente e senza formalità di procedura.
6. Il lodo è deliberato a maggioranza dei voti ed il dispositivo deve essere sottoscritto da tutti i componenti.
7. E’ comunque valido se sottoscritto dalla maggioranza, purché si dia atto che è stato deliberato con la presenza di tutti i componenti, con l’espressa dichiarazione che l’altro componente non ha potuto o voluto sottoscriverlo.
8. Il lodo deve essere pronunziato entro 60 giorni dalla nomina del Presidente e per l’esecuzione, le cui modalità sono stabilite nel lodo stesso, deve essere depositato entro 10 giorni dalla sottoscrizione da parte del Presidente presso gli uffici della Direzione Nazionale che ne dovrà dare comunicazione alle parti entro i successivi dieci giorni.
Art.24 Tribunale nazionale di arbitrato per lo Sport
1.
Le controversie che contrappongono l’A.I.C.S. soggetti affiliati e/o tesserati possono essere devolute, con pronuncia definitiva, al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, istituito presso il C.O.N.I., a condizione che siano stati previamente esauriti i ricorsi interni all’A.I.C.S. o comunque si tratti di decisioni non soggette ad impugnazione nell’ambito della giustizia associativa, con esclusione delle controversie che hanno comportato l’irrogazione di sanzioni inferiori a 120 giorni, a 10.000 euro di multa o ammenda, e delle controversie in materia di doping.
2. Le controversie di cui al precedente comma sono sottoposte, nella prima udienza arbitrale, a tentativo obbligatorio di conciliazione.
3.Il procedimento è disciplinato dal Codice per la risoluzione delle controversie sportive emanato dall’Alta Corte di Giustizia Sportiva.
Art.25 Clausola compromissoria
1.
I soci individuali e collettivi devono accettare la giustizia associativa, ivi compresa quella sportiva, così come disciplinate dal presente statuto e dai regolamenti ad esso ispirati.
2. L’inosservanza delle disposizioni in materia di controversie da parte di soci individuali o collettivi, comporta  l’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti degli stessi, sino alla loro espulsione o radiazione.

CAPO VI – Le strutture territoriali
Art.26Articolazioni regionali
L’associazione a livello territoriale si articola in Comitati Provinciali, ricorrendo le condizioni di cui all’art. 38 dello statuto nazionale
1. Le strutture territoriali dell’Associazione,  hanno natura di Associazioni non riconosciute ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 36 e seguenti del Codice civile e rispondono con il loro patrimonio delle obbligazioni assunte;
2. Esse hanno autonomia organizzativa, patrimoniale e finanziaria e si dotano di un proprio Statuto e di un proprio regolamento che non devono essere in contrasto con il presente Statuto e con i regolamenti di cui all’art. 43;
3. Nei loro regolamenti, dovrà in particolare essere disciplinata la modalità di funzionamento degli organi;
4. Le strutture territoriali, per chiedere contributi regionali, devono depositare  presso la direzione regionale i propri bilanci regolarmente approvati e accompagnati, nei casi previsti dai rispettivi statuti, dalla relazione al Direttivo e dalla relazione di approvazione dei Revisori contabili. 
5. Il Direttivo Regionale, se viene a conoscenza di situazioni gestionali e amministrative dei Comitati Provinciali e/o zonali che non concorrono e/o non collaborano al raggiungimento delle finalità associative, può disporre ispezioni ai fini di verificare lo stato reale e riferire di conseguenza al Direttivo stesso.
Art.27 – Commissariamento delle strutture territoriali
1.
In presenza di una o più condizioni previste dal presente articolo, i Comitati zonali e i Comitati Provinciali possono essere commissariati.
2. Il commissariamento delle strutture periferiche è deciso per:
-          gravi e documentate inefficienze gestionali;
-          gravi e documentate inosservanze statutarie e/o regolamentari;
-          mancato funzionamento degli organi;
-          omessa presentazione e approvazione del rendiconto economico e finanziario nei termini indicati dallo Statuto;
-          omessa approvazione e trasmissione dello Statuto nei termini indicati dal regolamento
-          gravi e documentati casi di irregolarità amministrativa o contabile.
1. Il Commissariamento è deliberato dalla Direzione Nazionale, autonomamente o su proposta del Comitato Regionale. Le procedura da osservare sono disciplinate dal regolamento di cui all’art. 43 del presente statuto e dallo statuto nazionale.

CAPO VII – Organi del Comitato Regionale
Art. 28 – Organi 
 Sono Organi regionali dell’Associazione :
-          Il Congresso Regionale;
-          L’Assemblea Regionale;
-          Il Consiglio Direttivo Regionale;
-          Il Presidente Regionale;
-          Il Collegio Regionale dei Revisori Contabili;
-          Il Collegio Regionale dei Probiviri;
-          Il Collegio Regionale dei Garanti;
-          La consulta dei Presidenti Provinciali.
Art. 29  -  Elezione degli organi. Norme comuni ai congressi
1.
I congressi, in via ordinaria e straordinaria, si tengono secondo le norme approvate dal Consiglio Nazionale con specifico regolamento.
2. Partecipano ai congressi i delegati eletti secondo le modalità stabilite nel presente statuto.
3. I delegati possono essere sostituiti esclusivamente dai supplenti risultanti dai verbali.
4. Ai congressi partecipano senza diritto di voto i membri uscenti degli organi direttivi, di garanzia e giurisdizione interna e di controllo.
5. Non possono partecipare, né votare negli stessi, i soggetti non in regola con le quote sociali o che abbiano subito inibizioni o squalifiche in corso di esecuzione da parte degli organi disciplinari e di giustizia.
6. Sia in via ordinaria sia straordinaria,  i congressi sono presieduti da un Presidente eletto dall’Assemblea, a scrutinio palese o per alzata di mano. Egli può farsi assistere da uno o più vice presidenti.
7. I Congressi eleggono inoltre la Commissione Verifica Poteri e gli scrutatori.
8. Sia in via ordinaria sia straordinaria, nei Congressi, per la validità degli stessi, è necessaria in prima convocazione la presenza di almeno la metà dei delegati.
9. In seconda convocazione, il Congresso è valido qualunque sia il numero degli intervenuti, conformemente alle disposizioni del Codice Civile.
10. In tutti i Congressi, per eleggere i candidati alle diverse cariche sociali, si vota a scrutinio segreto.
11. Le altre votazioni possono essere effettuate per alzata di mano con controprova o per appello nominale.
12. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei delegati presenti.
13. I Congressi possono eleggere un Presidente Onorario con una maggioranza qualificata dei 4/5 dei delegati, su proposta del Presidente dell’associazione. La carica di Presidente Onorario non è oggetto di candidatura.
14. Nella composizione di tutti gli organi è rispettato il principio di eguaglianza di opportunità tra uomini e donne.
15. I consigli direttivi zonali, provinciali e regionali sono eletti dai rispettivi Congressi e sono composti dai soci individuali dell’associazione.
16. Sono insediati dai rispettivi presidenti, che li presiedono, entro 20 giorni dalla loro elezione.
17.In via ordinaria, si riuniscono di norma ogni tre mesi.
18. In via straordinaria, si riuniscono ogni qualvolta lo richiedano al loro Presidente, che provvederà alla convocazione entro i 15 giorni dalla richiesta ed alla celebrazione entro i successivi 15 giorni, la maggioranza dei soci collettivi affiliati aventi diritto al voto, o la maggioranza dei membri della competente Assemblea, o un terzo dei membri del consiglio direttivo stesso, o il rispettivo Presidente.
19. Sia in via ordinaria sia straordinaria, sono convocati dal loro Presidente.
20. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti.
21. Attuano gli indirizzi del Congresso e dell’Assemblea.
22. Assegnano gli incarichi di lavoro.
23. Sottoscrivono i patti e le convenzioni previste dallo Statuto Nazionale.
24. Eleggono al loro interno, su proposta del loro presidente, uno o più vice presidenti. In caso di più vice presidenti, il più anziano di età assume la qualifica di vicario.
25. Le modalità del loro funzionamento sono disciplinate dai rispettivi regolamenti.
Art. 30 – Norme comuni ai Consigli Direttivi delle strutture periferiche.
1. I consigli direttivi zonali, provinciali e regionali sono eletti dai rispettivi Congressi e sono composti dai soci individuali dell’associazione.
2. Sono insediati dai rispettivi presidenti, che li presiedono, entro 20 giorni dalla loro elezione.
3. In via ordinaria, si riuniscono di norma ogni tre mesi.
4. In via straordinaria, si riuniscono ogni qualvolta lo richiedano al loro Presidente, che provvederà alla convocazione entro i 15 giorni dalla richiesta ed alla celebrazione entro i successivi 15 giorni, la maggioranza dei soci collettivi affiliati aventi diritto al voto, o la maggioranza dei membri della competente Assemblea, o un terzo dei membri del consiglio direttivo stesso, o il rispettivo Presidente.
5. Sia in via ordinaria sia straordinaria, sono convocati dal loro Presidente.
6. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti.
7. Attuano gli indirizzi del Congresso e dell’Assemblea.
8. Assegnano gli incarichi di lavoro.
9.Sottoscrivono i patti e le convenzioni previste dallo Statuto Nazionale.
10. Eleggono al loro interno, su proposta del loro presidente, uno o più vice presidenti. In caso di più vice presidenti, il più anziano di età assume la qualifica di vicario.
11. Le modalità del loro funzionamento sono disciplinate dai rispettivi regolamenti.
Art.31Norme Comuni agli Organi di Controllo, di Garanzia e giurisdizione interna, alla decadenza degli Organi e dei loro membri, adempimenti in conseguenza alla decadenza degli organi, all’integrazione e al subentro dei loro membri.
a.   Organi di controllo
Sono organi di controllo i Collegi Provinciali, Regionali e Nazionali dei Revisori Contabili.
1. Ciascun Collegio è composto da 3 membri effettivi e 2 supplenti, scelti tra soggetti in possesso delle specifiche professionalità previste da questo ruolo.
2. Il Presidente di ciascun Collegio è eletto da ciascun Congresso separatamente dagli altri componenti, come disposto dal Codice Civile.
3. I componenti dei Collegi possono anche essere non tesserati per l’Associazione e devono essere in regola con le norme di carattere generale di cui al presente articolo.
4. Il quorum costitutivo del Collegio è pari alla maggioranza dei suoi componenti.
5. Le relative delibere sono assunte a maggioranza assoluta.
6. Ciascun Collegio si riunisce  per adempiere alle verifiche amministrativo-contabili e ai propri compiti istituzionali.
7. Il Presidente interviene alle riunioni degli organi deliberanti del rispettivo livello territoriale.
8. Per le sostituzioni e le decadenze dei membri dei Collegi si rinvia al Codice Civile.
b.   Organi di garanzia e giurisdizione interna
Sono organi di garanzia e giurisdizione interna i Collegi Provinciali, Regionali e Nazionali dei Probiviri, i Collegi Regionali e Nazionali dei Garanti, il Procuratore Sociale.
1. I Giudici sia a livello centrale, che territoriale devono essere terzi ed imparziali.
2. Possono essere scelti tra i soggetti non tesserati per l’Associazione, in possesso di provate capacità e moralità e di oggettivi ed idonei requisiti richiesti per l’esercizio della funzione.
3. Ciascun Collegio è composto da tre membri effettivi e due supplenti, in regola con le norme di carattere generale di cui al presente articolo.
4. Il loro mandato è rinnovabile per non più di due volte.
5. Ciascun Collegio nomina al suo interno un presidente, all’atto del suo insediamento.
6. Ciascun Collegio è validamente costituito con la presenza di tutti i membri e delibera a maggioranza dei voti, secondo le procedure del regolamento di cui all’art. 43 del presente statuto e di cui all’art. 85 dello statuto nazionale.
7. Le loro decisioni devono essere motivate e formulate per scritto.
8. Tutte le decisioni di primo grado sono immediatamente esecutive ed impugnabili. 
 C.   Norme comuni alle decadenze degli organi e dei loro membri
 1.
Si ha decadenza dell’Assemblea Regionale nei seguenti casi:
a) dimissioni contemporanee della metà più uno dei suoi componenti;
b) compromessa funzionalità dell’organo.
La funzionalità dell’Assemblea Regionale è compromessa quando il numero dei suoi componenti, dopo aver effettuato le integrazioni previste dal successivo punto e), si è ridotto a meno della metà del numero statutariamente previsto.
2. Si ha decadenza del Consiglio Direttivo Regionale nei seguenti casi:
a)  dimissioni contemporanee della metà più uno dei suoi componenti;
b)  compromessa funzionalità dell’organo.
La funzionalità del Consiglio Direttivo Regionale è compromessa quando il numero dei suoi componenti, dopo aver effettuato le integrazioni previste dal successivo punto e), si è ridotto a meno della metà del numero statutariamente previsto.
3. Si ha decadenza del Presidente Regionale nei seguenti casi:
a) impedimento definitivo;
b) dimissioni;
c) dimissioni contemporanee della metà più uno dei componenti il Consiglio Regionale;
d) mancata approvazione da parte dell’Assemblea Regionale del conto consuntivo;
e) sfiducia da parte del Consiglio Direttivo.
4. Si ha decadenza da membro del Consiglio Direttivo Regionale  nei seguenti casi: 
a) decadenza dell’organo in oggetto, per qualsiasi motivo;
b)  impedimento definitivo;
c)  dimissioni;
d)  perdita della qualifica di socio.
5. Le dimissioni che originano la decadenza degli organi sono irrevocabili.
6. Le dimissioni, quando non originano la decadenza degli organi, possono essere revocate formalmente prima che l’organo destinatario delle stesse non le dichiari accettate, o comunque , in caso di mancata espressa accettazione, entro 30 giorni dal momento in cui sono state presentate.
7. Le dimissioni devono essere presentate per scritto e sono assunte al protocollo dell’Ente.
8. La decadenza del Presidente, del Consiglio Regionale e dell’Assemblea Regionale non si estende agli Organi di giustizia e garanzia ed al collegio dei Revisori dei Conti, che restano in carica a pieno titolo, sino alla celebrazione del congresso straordinario.
9. All’organo decaduto, nel periodo di prorogatio, competono i soli poteri di ordinaria amministrazione.
 D.  Adempimenti da effettuare in conseguenza della decadenza degli organi
In caso di impedimento definitivo o di dimissioni del Presidente regionale, si avrà l’esercizio della funzione da parte del Vice presidente regionale vicario o, in caso di sua assenza, da parte del consigliere più anziano di età.
1. Il Presidente regionale resta in regime di prorogatio per lo svolgimento dell’ordinaria amministrazione, sino alla celebrazione del Congresso straordinario indetto salvo diversa delibera del Consiglio Direttivo.
2. In caso di mancata approvazione da parte dell’Assemblea Regionale del conto consuntivo, il Presidente Regionale decade. 
  E.  Norme comuni all’integrazione degli organi e al subentro dei loro membri
1. Se le dimissioni o decadenze interessano un numero di membri non superiore alla metà di quelli appartenenti all’organo, e non compromettono dunque la funzionalità dell’organo, esse non danno luogo a decadenza dell’intero organo.
2. In tale caso, si effettua l’integrazione dell’organo con i membri supplenti o primi dei non eletti che ne hanno diritto, purché abbiano conseguito la metà dei voti conseguiti dall’ultimo eletto.
3. Le procedure relative al subentro sono instaurate dal Presidente dell’organo interessato.
4. Le norme relative al subentro dei membri degli organi nazionali, trovano applicazione anche per gli organi regionali e provinciali.

CAPO VIII – Congresso
Art. 32Congresso RegionaleDeterminazione del numero dei delegati partecipanti al Congresso Regionale, all’Assemblea regionale e al Congresso Nazionale
1.
Al Congresso regionale, all’Assemblea regionale e al Congresso Nazionale partecipano, come rappresentanti dei soci collettivi affiliati ad ogni Comitato Provinciale, i delegati eletti dai Congressi Provinciali con il seguente criterio:
a) fino a 150 soci collettivi affiliati nella provincia: 1 delegato
b) da 151 a 250 soci collettivi affiliati nella provincia: 2 delegati ;
c) da 251 a 350 soci collettivi affiliati nella provincia: 3 delegati ;
d) oltre 350 soci collettivi affiliati nella provincia: 4 delegati;
1. Partecipano inoltre i delegati eletti in apposite assemblee dai soci individuali tesserati residenti nella provincia, con il seguente criterio:
a) fino a 15.000 tesserati : 1 delegato;
b) da 15.001 a 30.000 tesserati: 2 delegati;
c) oltre 30.000 tesserati: 3 delegati .
Art.33Congresso Regionale
1.
E’ il massimo organo dell’Associazione a livello regionale e determina su tale livello territoriale l’applicazione degli indirizzi generali di carattere politico e programmatico.
2. In via ordinaria, è convocato ogni quattro anni, dal Presidente Regionale a seguito di deliberazione del Consiglio Direttivo Regionale.
3. In via straordinaria, è convocato ogni qualvolta lo richiedano alla Direzione nazionale, che provvederà alla convocazione del Congresso entro 60 giorni dalla richiesta ed alla celebrazione entro i successivi 60 giorni, la maggioranza dei soci collettivi affiliati nella Regione aventi diritto al voto, o la maggioranza dei membri del Direttivo Regionale, o la maggioranza dei membri dell’Assemblea regionale.
4. Si celebra secondo le norme previste dal regolamento congressuale di cui all’art. 85 dello Statuto Nazionale.
5. Al Congresso regionale partecipano con diritto di voto i delegati eletti nei Congressi Provinciali secondo quanto previsto dal presente statuto e dal regolamento congressuale di cui all’articolo 85 Statuto Nazionale.
6. Il Congresso regionale elegge democraticamente, ogni quattro anni, con votazioni separate che possono però svolgersi anche contestualmente :
a) Il Consiglio direttivo regionale.
b) Il Presidente regionale.
c)  Il Collegio Regionale dei Revisori Contabili e il suo Presidente.
d) Il Collegio Regionale dei Probiviri.
e) Il Collegio Regionale dei Garanti
1. Verifica quadriennalmente il Rendiconto economico finanziario consuntivo approvato dall’assemblea regionale.
2. Approva lo Statuto Regionale e le sue modifiche e integrazioni, con le modalità previste nello statuto stesso.
Art.34 – Assemblea regionale
1.
All’Assemblea Regionale partecipano con diritto di voto i delegati eletti nei Congressi Provinciali secondo quanto previsto dallo statuto nazionale.
2. E’ convocata e presieduta dal Presidente regionale.
3. In via ordinaria, si riunisce due volte l’anno, entro il 30 aprile e il 30 novembre e comunque entro 4 mesi dalla chiusura di ogni esercizio sociale ed entro un mese dall’inizio degli stessi.
4. In via straordinaria, si riunisce ogni qualvolta lo richiedano al suo Presidente, che provvederà alla convocazione dell’assemblea entro i 15 giorni dalla richiesta ed alla celebrazione entro i successivi 15 giorni, la maggioranza dei soci collettivi affiliati aventi diritto al voto, o la maggioranza dei soci individuali tesserati, o un terzo dei membri dell’Assemblea stessa, o il Presidente regionale.
5. In prima convocazione è necessaria la presenza di almeno la metà dei componenti ed in seconda convocazione la riunione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti, conformemente alle disposizioni del Codice Civile.
6. Delibera a maggioranza dei presenti.
7. Non possono partecipare all’Assemblea, né votare nella stessa, i soggetti non in regola con le quote sociali o che abbiano subito inibizioni o squalifiche in corso di esecuzione da parte degli organi disciplinari e di giustizia.
8. Approva il bilancio preventivo e il rendiconto economico finanziario consuntivo
9. Approva i regolamenti.
10. Approva i programmi annuali di attività
11. Su delega del Congresso, approva lo statuto  e le loro modifiche e integrazioni.
13. L’avviso di convocazione in via ordinaria e straordinaria è di 15 giorni.  La convocazione è fatta con libertà di mezzi.
Art.35 – Consiglio direttivo regionale
1.
E’ eletto dal Congresso regionale tra i soci individuali dell’associazione ed è composto da un numero di membri, come disposto dall’art. 64 statuto nazionale.
2. Alle sue riunioni partecipa senza diritto di voto la consigliera regionale di parità, qualora nominata, di cui all’art. 40, proposta dal Presidente regionale e nominata dal Consiglio Direttivo stesso.
3. Mantiene rapporti con la Regione e gli Enti Locali e gli altri Enti e Istituzioni a carattere regionale.
4. Elabora progetti finalizzati a finanziamenti regionali, nazionali, comunitari, di altri enti pubblici e di soggetti privati.
5. Convalida la richiesta dei congressi Provinciali straordinari.
6. Propone il Commissariamento dei Comitati provinciali e zonali.
7. Da attuazione a quanto previsto dall’art. 40 dello Statuto nazionale
8. Gli altri suoi poteri e funzioni sono quelli descritti all’art. 47 dello Statuto nazionale
9. Delibera a maggioranza dei presenti.
10.L’avviso di convocazione in via ordinaria è di cinque giorni prima, in via straordinaria 24 ore prima. La convocazione è fatta con libertà di mezzi.
Art. 36 – Presidente regionale
1.E’ eletto dal Congresso regionale tra i soci individuali dell’Associazione.
2. Ha la rappresentanza legale del Comitato regionale e, nei confronti dei terzi, esercita i poteri di firma e di ordinaria amministrazione salvo diversa delega deliberata dal Consiglio Direttivo al Vice Presidente.
3. Su specifica delega del Consiglio direttivo regionale, esercita i poteri di straordinaria amministrazione.
4. Propone al Consiglio direttivo la nomina di uno o più Vice Presidenti regionali. Nel caso di più Vice presidenti, il più anziano d’età assume la qualifica di vicario.
5. Predispone per l’Assemblea regionale il bilancio preventivo e il rendiconto economico-finanziario consuntivo.
6. Assicura che la gestione economico finanziaria dell’Associazione rispetti i parametri fissati dal bilancio preventivo, e i criteri approvati con il regolamento di cui all’art. 43 del presente statuto e all’art. 85 dello statuto nazionale.
7. Può nominare un segretario organizzativo e/o amministrativo, per assolvere i compiti organizzativi e quelli di cui ai due precedenti commi.
8. In caso di impedimento è sostituito dal Vice Presidente vicario, che ne assume tutti i poteri. In caso di mancanza del Vice presidente i poteri vengono assunti dal consigliere più anziano d’età.
Art.37 – Collegio regionale dei Revisori Contabili
1.
E’ eletto dal Congresso regionale ed è insediato dal presidente del Collegio entro 15 giorni dalla sua elezione.
2. I suoi membri devono essere in regola con i requisiti di carattere generale di cui all’art. 48 dello statuto nazionale  al quale si rimanda per composizione e funzioni.
3. Il Collegio predispone per l’Assemblea regionale una relazione scritta che accompagna il bilancio preventivo e il rendiconto economico finanziario consuntivo annuali.
4. Presenta all’Assemblea Congressuale regionale una relazione scritta sulla conduzione finanziaria del quadriennio.
Art.38 – Collegio regionale dei Probiviri
1.
E’ organo di giurisdizione interna, eletto dal Congresso regionale ed insediato dal presidente regionale entro 15 giorni dalla sua elezione.
2. I suoi membri devono essere in regola con i requisiti di carattere generale di cui all’articolo 49 statuto nazionale al quale si rimanda per composizione e funzioni.
3. E’ competente in primo grado circa le questioni disciplinari dei dirigenti provinciali che non siano anche dirigenti nazionali .
4. Avverso le sue decisioni è possibile ricorrere al Collegio nazionale dei Garanti, secondo le procedure previste dal Regolamento di cui all’art. 43 del presente statuto e all’art. 85 dello statuto nazionale.
Art.39 – Collegio regionale dei garanti
1.
E’ organo di garanzia e di giurisdizione interna, eletto dal Congresso regionale ed insediato dal presidente regionale entro 15 giorni dalla sua elezione.
2. E’ competente organo di appello avverso i provvedimenti emessi in primo grado dal Collegio Provinciale dei Probiviri
3. E’ competente inoltre in primo grado circa le controversie che dovessero insorgere tra il Comitato regionale e i Comitati provinciali aventi sede sul territorio regionale, nonché circa quelle che dovessero insorgere tra Comitati provinciali della stessa Regione.
4. Avverso le sue decisioni è possibile ricorrere al Collegio nazionale dei Garanti, secondo le procedure previste dal Regolamento di cui all’art. 43 del presente statuto e all’art. 85 dello statuto nazionale.
5. I suoi membri devono essere in regola con i requisiti di carattere generale di cui all’art. 49 statuto nazionale.
Art.40 – Consigliera di parità.
Ha l’obiettivo di promuovere la responsabilizzazione e la partecipazione femminile alla vita dell’associazione.
Art. 41 – Consulta dei Presidenti
E’ un’organo consultivo, non elettivo, che può essere convocato dal  Presidente Regionale qualora lo ritenga utile per pareri e indicazioni sulla politica associativa nel territorio. E’ costituito dal Presidente Regionale e dai Presidenti Provinciali che vi partecipano senza delega di rappresentanza.
Art.42 – Modifiche statutarie
1.
Per le modifiche da apportare allo Statuto è indispensabile, in prima e seconda convocazione, la presenza di almeno il 50% degli aventi diritto al voto.
2. L’Assemblea Regionale è delegata, sino alla celebrazione del Congresso successivo, ad apportare modifiche statutarie indispensabili per sopravvenute leggi dello Stato o della Regione Friuli Venezia Giulia, per sopravvenute normative C.O.N.I., oppure per particolari esigenze dell’Associazione. Le modifiche statutarie apportate in forza di tale delega sono comunque soggette a ratifica del Congresso.
Art. 43 – Regolamenti
1.
L’A.I.C.S. Friuli Venezia Giulia  ha  facoltà di dotarsi di uno o più regolamenti necessari a disciplinare e dare piena attuazione alle previsioni statutarie.
Art. 44 – Incompatibilità
1.
Sono incompatibili, con incarichi elettivi di pari livello, e tra di loro, le  funzioni di Membro del Collegio Regionale dei Revisori Contabili, dei Probiviri, dei Garanti e del Comitato Direttivo Regionale;
2. Chiunque ha con l’associazione, a qualsiasi livello, un rapporto di lavoro subordinato, non può ricoprire incarichi direttivi nell’associazione;
3. Chiunque ha con l’associazione e con i soci collettivi, a qualsiasi livello, un rapporto di consulenza non può ricoprire incarichi direttivi regionali.
4. La carica di componente degli Organi nazionali è incompatibile con qualsiasi altra carica elettiva nazionale.
5. La carica di componente del Consiglio nazionale è incompatibile con la carica di componente la Direzione nazionale.
6. La carica di componente la Direzione Nazionale è incompatibile con la carica di Presidente provinciale e di Presidente regionale, e con la carica di membro degli Organi di garanzia e di controllo.
7. La carica di Presidente a livello nazionale è incompatibile con qualsiasi altra carica nell’ambito dell’Ente e con qualsiasi altra carica elettiva sportiva nazionale in Federazioni Sportive Nazionali, Enti di promozione Sportiva e Discipline Associate riconosciute dal C.O.N.I.
8. I componenti degli organi di controllo non possono ricoprire altri incarichi associativi all’interno della stessa struttura territoriale o in altri organi di controllo dell’Associazione.
9. La carica di componente del Collegio Nazionale dei Revisori dei Conti è incompatibile con qualsiasi altra carica nell’ambito dell’Associazione.
10. Sono incompatibili, con qualsiasi altro incarico elettivo, a qualsiasi livello territoriale, le funzioni di membro dei Collegi Provinciale, Regionale e Nazionale degli Organi di Giustizia e garanzia.
11. La carica di Presidente Provinciale è incompatibile con la carica di Presidente Regionale
12. Coloro che si trovano nelle condizioni di incompatibilità previste dal presente statuto dovranno optare entro 30 giorni fra le cariche incompatibili.
13. Coloro che non esercitano l’opzione suddetta nel termine previsto, decadranno dall’incarico dirigenziale assunto posteriormente.
14. Il procedimento di decadenza è intrapreso dal Presidente dell’Organo interessato, che assume anche il relativo provvedimento.
Art.45  – Scioglimento
1.
Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato secondo le disposizioni dell’art. 21 del Codice Civile.
2. L’Assemblea decide la destinazione dei beni patrimoniali dell’Associazione per finalità sociali, secondo gli scopi statutari dell’A.I.C.S.
3. Il patrimonio, dedotte le passività, sarà devoluto ad Enti o Associazioni senza scopo di lucro secondo quanto previsto dal DL 460/97, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
4. A tal fine l’Assemblea nominerà un Collegio dei Liquidatori. Il quorum necessario per la sua nomina è lo stesso necessario per la validità dell’Assemblea.
Art.46 – Norma finale
 Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Statuto si fa riferimento allo Statuto Nazionale dell’A.I.C.S., alle norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico Italiano e dell’Unione Europea.

 

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