SETTORE FISCALE

RAPPORTI DI LAVORO E LEGGE 133/99 – Chiarimenti Ministero

Una comunicazione che fa chiarezza sulla condizione degli istruttori e degli allenatori e tutela quelle figure preposte alla formazione didattica e fisica all’interno delle società sportive dilettantistiche iscritte al registro CONI.
Ultimamente, infatti, grande era la pressione che veniva esercitata verso questi soggetti da parte degli ispettori dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate che ritenevano tali prestazioni riconducibili al lavoro dipendente e questo fatto aveva generato anche una serie di sentenze da parte degli organi giudicanti con gravi oneri a carico delle società sportive.

Allegato


ALBO CONCESSIONARI – GESTORI – ESERCENTI DI APPARECCHI DA GIOCO CON VINCITA IN DENARO

(New Slot e V.T.L.) Con Decreto pubblicato nei giorni scorsi viene istituito presso l’AAMS (Amministrazione dei Monopoli di Stato) un Albo dei concessionari – gestori – esercenti che utilizzano apparecchi da gioco con vincita in denaro (New Slot e V.T.L.).
LA SCADENZA PER L’ISCRIZIONE E’ FISSATA AL 30.06.2011
In data 07/06/2011 è stata predisposta, dopo diverse modifiche, la modulistica definitiva.
Chi non effettuerà l’iscrizione entro la data sopra indicata dovrà cessare l’utilizzazione delle apparecchiature da intrattenimento installate.
Precisiamo che le associazioni non iscritte non potranno più operare con alcun gestore o concessionario.
Per iscriversi all’Albo è necessario presentare all’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato i seguenti documenti:
Certificato antimafia;
Copia della licenza art.86 del TULPS per i bar e circoli;
Quietanza di versamento di € 100,00 da effettuare solo in via telematica o con Home Banking tramite modello F24 Accise con codice tributo 5216;
copia documento identità valido del titolare o legale rappresentante;
modulo AAMS debitamente compilato (allegato 1);
modulo per il consenso al trattamento dei dati personali (privacy) (allegato 2)
copia di tutta questa documentazione su supporto informatico CD.
In allegato:

1)    Modello Ries / C6 completo di istruzioni;

2)    Modulo Privacy;

3)    Modulo di domanda del certificato antimafia

Allegato 1 Modulo iscrizione Ries C6
Allegato 2 Modulo Privacy Informativa Trattamento Dati elenco
Modulo cumunicazioni antimafia da parte di privati (societa) art. 3

(Giugno 2011)


Cos’è il mod. EAS e chi è tenuto alla presentazione?

L’art. 30, d.l.. 29/11/2008 n. 185 c.d. “decreto anticrisi”, intitolato “Controlli sui circoli privati” ha introdotto il mod. EAS il cui obiettivo principale è fornire all’Amministrazione Finanziaria maggiori elementi di valutazione circa la corretta applicazione da parte degli enti di natura associativa delle agevolazioni fiscali. L’onere della presentazione è previsto per tutti gli enti di tipo associativo che fruiscono della detassazione delle quote associative ovvero dei contributi o dei corrispettivi previsa dagli artt. 148 T.U.I.R. e 4 d.p.r. n. 633/1972, ad esclusione degli enti espressamente esonerati. Non sono tenuti alla presentazione del modello gli enti associativi dilettantistici in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI che non svolgono attività commerciale. Si tratta, in concreto, delle a.s.d. le cui entrate sono costituite esclusivamente dalle quote associative ex art. 148, 1° comma, T.U.I.R. (Per la grande maggioranza delle associazioni che oltre alle quote associative incassano dai propri soci o tesserati anche i corrispettivi specifici de-commercializzati (quote di frequenza), il cui controllo rappresenta proprio la finalità della norma, nulla rileva la circostanza che detti corrispettivi vengano eventualmente qualificati come contributo o quota associativa.
Sono invece espressamente escluse dalla presentazione del modello le ONLUS, in quanto destinatarie di una specifica ed organica disciplina, comprese le Organizzazioni di Volontariato iscritte nei registri di cui all’art. 6 della L. 266/1991, in quanto ONLUS di diritto. Il Mod. EAS và presentato entro 60 giorni dalla data di costituzione dell’associazione. Il modello è reperibile in formato elettronico sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e potrà essere trasmesso esclusivamente per via telematica direttamente dall’Associazione vincolata a tale obbligo attraverso il servizio Entratel (per i soggetti già abilitati), o mediante il servizio telematico Internet (per tutti gli altri soggetti) oppure a mezzo di intermediari abilitati quali professionisti, associazioni di categoria, C.A.F.

(Giugno 2011)

E’ obbligatorio inserire nella dichiarazione dei redditi i compensi per prestazioni sportive dilettantistiche?
Gli istruttori, i collaboratori amministrativo-gestionale e gli altri soggetti che hanno percepito i compensi ex L.133 con importi fino ad euro 28.158,28 in assenza di altri redditi non sono soggetti alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Qualora ci siano altri redditi invece, le somme così percepite, pur non facendo cumulo devono essere inserite in dichiarazione dei redditi.
(
Giugno 2011)

Nella richiesta di ammissione a socio di una A.S.D. è valida una sola firma sia per la richiesta di ammissione a socio che per l’informativa sulla privacy? Oppure è necessario che le firme siano due, una per la richiesta di ammissione a socio ed una per l’informativa sulla privacy?
Sono necessarie due firme perché ciascuna ha un proprio significato. Firmando la richiesta di ammissione a socio, il soggetto regola solo questo aspetto, che però non può essere preso in considerazione in mancanza di una sua espressa autorizzazione al trattamento dei dati personali.
Come è ormai noto, infatti, la normativa sulla privacy subordina il trattamento dei dati personali alla manifestazione di consenso da parte dell’interessato (previamente informato ex art. 13 d. lgs. 196/2003 sulle finalità e le modalità del trattamento, nonché sui diritti di cui all’art. 7 della medesima normativa).

(Giugno 2011)

Dichiarazione dei redditi: Gli importi percepiti per prestazioni sportive nel limite dei € 7.500,00 annui vanno dichiarati?

Se l’importo dei compensi derivanti dall’esercizio di attività sportive dilettantistiche (lettera m, articolo 67), non supera complessivamente nel corso del periodo d’imposta l’evidenziato importo di 7.500 euro, non ricorre alcun obbligo dichiarativo.L’obbligo di dichiarazione ricorre da parte del contribuente soltanto nell’evenienza di conseguimento di compensi d’importo superiore al limite indicato, al fine di individuare, per differenza, la consistenza dei successivi scaglioni di reddito da assoggettare a tassazione.
(Maggio 2011)



Le ricevute emesse dalle associazioni sono soggette all’imposta di bollo?

No, l’imposta di bollo non è dovuta, il riferimento normativo è dato dalla Tabella, allegato B al Dpr 26 ottobre 1972, n. 642 « Atti, documenti e registri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto». In base alla disposizione citata sono esenti le «quietanze per il rimborso dei titoli, buoni, azioni e quote di cui ai precedenti commi nonché per il versamento dei contributi o quote associative ad associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali e sportive».
(Maggio 2011)


Responsabilità finanziarie di una associazione: in che misura risponde il rappresentante legale?

L’articolo 38 del codice civile stabilisce che per le obbligazioni delle associazioni non riconosciute non risponde solo l’associazione con il proprio fondo comune, ma anche personalmente ed in via solidale i soggetti che hanno agito in nome e per conto dell’associazione stessa, di norma il presidente. Con la sentenza 19486 del 10 settembre 2009, però, la Corte di cassazione ha precisato che il rappresentante legale di una associazione non riconosciuta non è responsabile davanti all’amministrazione delle obbligazioni assunte, quando «la responsabilità personale e solidale di colui che agisce in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta non è collegata alla mera titolarità della rappresentanza dell’associazione, bensì all’attività negoziale concretamente svolta per conto di essa e risoltasi nella creazione di rapporti obbligatori fra questa e i terzi». Ne segue che il presidente dell’associazione dovrebbe uscire dalla vicenda senza dover sopportare particolari conseguenze solo nel caso in cui fosse in grado di provare che la responsabilità dei debiti tributari è a carico di un altro soggetto.
(Maggio 2011)


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